Rwanda
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Due importanti iniziative imminenti

Vi segnaliamo due importanti iniziative che si terranno nei prossimi giorni:

Giovedì 22 giugno 2006 alle ore 21.00 a Frosinone presso Equopoint (Via Marcello Mastroianni 2/G, tel. 0775.871742) prosegue "Bottega aperta dopo le otto" con l'incontro "Progetto Rwanda: l'esperienza del viaggio diocesano attraverso le immagini e l'artigianato". Interviene Elena Ardissone (Caritas diocesana)

Venerdì 23 giugno 2006 alle ore 17.30 a Cassino presso la Comunità Exodus (Via S. Domenico Vertelle 23, tel 0776.311788) incontro su "La Banca Etica: l'esperienza dei soci e le opportunità per il territorio". Intervengono Luigi Maccaro (Fondazione Exodus), Marco Arduini e Marco Toti (Coordinamento soci Lazio di Banca Etica)

RWANDA: incontro con un popolo

Mostra fotografica della visita diocesana e di artigianato caratteristico

Frosinone, Sala espositiva comunale di Corso della Repubblica (sotto i portici)
Da sabato 17 a martedì 20 giugno 2006

L'inaugurazione avverrà sabato 17 giugno alle ore 19.30 alla presenza di Mons. Salvatore Boccaccio.

La mostra si inserisce nel rapporto di gemellaggio tra la Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e la Diocesi rwandese di Nyundo ed illustra i progetti sostenuti dal 2002 dalla Caritas diocesana e le realtà pastorali visitate dalla delegazione diocesana nel viaggio dello scorso maggio. Sarà presente nei giorni di apertura anche padre Epimaque Makuza, già parroco di Gisenyi, ora ospite per un periodo di studio in Italia.

IL VESCOVO E UNA DELEGAZIONE DIOCESANA IN VISITA IN RWANDA

Il Vescovo, Mons. Salvatore Boccaccio, si recherà in visita in Rwanda dal 2 al 9 maggio prossimi. Con lui parteciperanno al viaggio don Angelo Conti e Marco Toti, condirettori della Caritas diocesana, don Angelo Bussotti, don Andrea Sbarbada, don Giuseppe Enea, Nicola Cerroni ed Elena Ardissone, Marina Marini, Egiziaca Mastrangeli e Chiara Quaresima.
Il programma prevede l’arrivo nella capitale Kigali il giorno 2 maggio: il gruppo si recherà in visita dal Nunzio apostolico, S.E. Mons. Anselmo Guido Pecorari, dall’Arcivescovo di Kigali, S.E. Mons. Thadée Ntihinyurwa, alla Caritas Rwanda.
Dal 3 al 7 maggio, la parte centrale del viaggio si svolgerà nella Diocesi di Nyundo (parte occidentale del Paese al confine con la Repubblica Democratica del Congo). Il gruppo alloggerà a Gisenyi, presso la Parrocchia Stella Maris, con cui la nostra Diocesi collabora dal 2002.
L’incontro con il Vescovo di Nyundo, S.E. Mons. Alexis Habiyambere, Presidente della Conferenza Episcopale del Rwanda, che già per due volte ha visitato la nostra Diocesi, a Ferentino e a Veroli, e la partecipazione a momenti di incontro diocesani e parrocchiali a Gisenyi, scandiranno la permanenza.
In particolare sono previste visite alla scuola primaria di Busigari, che la nostra Diocesi sta sostenendo da alcuni anni, all’Orfanotrofio diocesano di Nyundo, al Laboratorio artigianale diocesano, all’Ufficio locale delle Rete Interdiocesana di Microfinanza, alla parrocchia di Busasamana e al Seminario minore diocesano. La celebrazione eucaristica domenicale del 7 maggio nella cattedrale di Nyundo concluderà la permanenza.
Prima di rientrare in Italia il gruppo visiterà anche la città di Butare (il Seminario nazionale maggiore, l’Università e il Museo nazionale e la COPABU, cooperativa artigianale del Commercio equo e solidale) e il memoriale del genocidio di Gisozi, nei pressi di Kigali.

Progetto Caschi Bianchi

Progetto Caschi Bianchi ”AFRICA”: “Promozione della pace e della giustizia sociale in Africa (Guinea C., Rwanda e Burundi)”, da qui accessibile il pdf progettocaschibianchirwanda 12/03/2007,11:50 226.85 Kb

Caritas in RWANDA

Gisenyi è due città. L'una si distende pigramente sul lungolago delle palme, degli alberghi e dei giardini fioriti, buen retiro  di ricchi espatriati bianchi prima del genocidio del '94, e oggi per lo più residenza di alti graduati dell'esercito. Il volto dai tratti europei di questa prima città si specchia nel grigioazzurro silenzioso del lago Kivu, la cui calma non turbano le luci lontane di Goma, al di là del confine con il Congo.

L'altra Gisenyi è quella nera e multicolore, rumorosa e odorosa che si incontra allontanandosi un po' dal lungolago, in direzione delle colline. Sullo sfondo fuma il vulcano Nyiragongo, e per le strade si incrociano le donne cariche di taniche gialle piene d'acqua o di immensi cesti di frutta da vendere al mercato, e poi le bici-taxi, i venditori ambulanti, i tanti bambini di strada. È alla gente di questa seconda città, che incarna in pieno le dolorose contraddizioni dell'Africa, che Caritas tenta di venire incontro, attraverso i progetti di microfinanza e di sostegno scolastico. Il target di questi progetti è rappresentato dalle fasce deboli della popolazione, senza distinzioni di genere, confessione, etnia.

 

Nel febbraio del 2002 Caritas Gisenyi, con il sostegno finanziario di Caritas Italiana diede avvio al progetto di microfinanza inserendolo nella politica di lotta contro la povertà.

Oggi come allora tale progetto prevede, dopo una fase di formazione, l'erogazione di piccoli prestiti ad "associazioni" di cinque o sei persone del posto, e di seguito il monitoraggio e la restituzione del credito stesso, per poter dare avvio ad un nuovo ciclo di prestiti. Il progetto mira allo "sviluppo [...] dell'uomo nella sua integrale dignità, attraverso la disposizione di mezzi che gli permettano di elaborare nel tempo [...] un'efficace strategia". In altri termini si tratta di dare a chi non può offrire alcuna garanzia, al di fuori della propria buona volontà, la possibilità  di avviare una piccola attività e ricavarne un introito per sollevare il tenore di vita della propria famiglia migliorandone le condizioni sanitarie, sociali ed economiche. L'obiettivo generale di tale iniziativa è altresì quello di favorire l'amore per il lavoro, l'educazione al risparmio e alla solidarietà tra la gente.

Attualmente i beneficiari del progetto sono più di millenovecento, per cui, calcolando che ognuno si trovi all'interno di un nucleo familiare composto in media da quattro membri,  si stima che oltre settemilasettecento siano le persone direttamente o indirettamente beneficiate da tale iniziativa.

 

 

Il progetto di sostegno scolastico a distanza si propone invece di consentire la scolarizzazione di bambini e ragazzi indigenti che non hanno i mezzi per sostenere le spese relative alla frequenza e al materiale didattico della scuola primaria e secondaria; al contempo esso intende sensibilizzare le famiglie sull'importanza di mandare i figli a scuola, coinvolgendo l'intera comunità nella presa in carico dei minori più indigenti. Tale iniziativa si inserisce in una realtà drammatica: secondo una statistica recentemente promossa dal Ministero delle Finanza e della Pianificazione Economica, la metà dei bambini della scuola primaria abbandona gli studi durante i primi sei anni di scuola. A ciò va aggiunto il fatto che, dati i costi indotti, la scuola primaria rwandese è gratuita e obbligatoria solo a livello teorico. Considerando inoltre la dolorosa storia recente del Rwanda ci si rende conto di come proprio i bambini rappresentino una importantissima speranza di riconciliazione per l'intero Paese, la cui crescita economica e umana non può prescindere dal superamento delle lacerazioni inflitte a tutto il tessuto sociale dalla carneficina del 1994. Infine, si deve rilevare l'importanza del progetto come di un'azione che contrasti il fenomeno dei bambini di strada (ad oggi circa settemila), coscienti del fatto che se si consente ad un bambino di terminare la scuola, difficilmente egli diverrà un ragazzo di strada.

All'interno del progetto, i bambini e ragazzi che necessitano di un aiuto economico per poter accedere all'istruzione vengono individuati dagli operatori del Centro di Ascolto della Caritas locale. L'intervento della scolarizzazione coinvolge le scuole primarie e secondarie di Gisenyi e dei villaggi limitrofi. In particolare dei circa duemila scolari interessati ogni anno da questo intervento, ben mille allievi della scuola primaria rientrano ogni anno nel progetto denominato "Children Relief" sostenuto dalla Caritas di Frosinone a partire dal 2002. I bambini vengono aiutati economicamente durante tutta la durata del ciclo scolastico, cioè dal primo al sesto anno di scuola. Oggi il progetto è nel pieno del suo corso.

Novità rilevante che interessa il mondo della scuola, ma non muta nella sostanza i progetti, è la riforma imposta dal Ministero dell'Istruzione che cambia i ritmi dell'anno scolastico: invece che continuare con un andamento simile a quello italiano (da settembre a giugno), dal 2005 le scuole apriranno a gennaio per chiudere alla fine di ottobre.

 

Simone Sgarbossa

 Casco Bianco di Caritas Italiana

 (Diocesi di Padova)

 

Gisenyi, 10­ novembre 2004