Centro di ascolto nel carcere

Carcere FrosinoneDa oltre 10 anni la Caritas diocesana opera all’interno della casa circondariale di Frosinone con un particolare Centro di ascolto. Questo servizio è rivolto soprattutto ai detenuti più bisognosi e ai loro familiari, dentro e fuori il carcere. Lo scopo è quello di mettere al Centro la persona attraverso l’incontro e l’ascolto empatico e, in caso di necessità, offrire un conforto materiale (kit per l’igiene personale, vestiario, biancheria, ecc.).

Nel corso dell’anno è aumentata la richiesta di beni di prima necessità dell’80%, arrivando a ricevere oltre 350 richieste. Com’è noto il 2020 è stato un anno duro per tutta la popolazione carceraria: le limitazioni agli incontri con i familiari, il generale abbassamento dei redditi, sono condizioni che hanno reso difficile per le famiglie poter accompagnare e sostenere economicamente i propri cari.

Alla fine del 2019 è stato inaugurato il progetto dal titolo “Una seconda occa-sione”, basata su due tipologie di interventi:

> Modificare l’approccio della società nei confronti di chi ha scontato misure detentive;

> Creare le condizioni per permettere ai detenuti di usufruire dei benefici a loro spettanti (sussidi economici, permessi premio, pene alternative, ecc.).

Mentre il primo obiettivo è stato ostacolato dalle limitazioni imposte dalla pan-demia, il secondo obiettivo è stato raggiunto attraverso l’apertura di un servizio residenziale – descritto nel precedente capitolo – per l’accoglienza e l’accompa-gnamento dei detenuti con pene alternative, sprovvisti momentaneamente di do-micilio o con problematiche conflittuali con il nucleo familiare, tali da non permet-terne il rientro in casa.

Altri servizi erogati nell’ambito dello stesso progetto sono stati: sussidi eco-nomici per il pagamento di utenze; beni alimentari e beni di prima necessità per i detenuti in detenzione domiciliare che versano in condizione di particolare difficoltà economica; orientamento e accompagnamento verso percorsi di re-inclu-sione lavorativa e sociale; utilizzo di tirocini lavorativi extra-curriculari e borse lavoro per favorire percorsi di autonomia occupazionale.

La Caritas diocesana di Frosinone Veroli Ferentino, in forza di una convenzione con il Tribunale di Frosinone, inserisce persone segnalate dall’UEPE (Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna) in lavori di pubblica utilità, ovvero in attività non re-tribuite nel campo dei servizi di assistenza sociale anche in collaborazione con le parrocchie del territorio. Le statistiche nazionali ci consegnano l’immagine di un sistema in cui è elevato il rischio di tornare a delinquere e, allo stesso tempo, ci spiegano che iniziative come i lavori di pubblica utilità riescono, più di tante altre iniziative realizzate all’interno delle case circondariali, a ridurre drasticamente il rischio di recidiva.

I vari servizi di accompagnamento dentro e fuori dal carcere rispondono al-l’impegno della promozione della persona nella sua globalità. Offrire strumenti di riscatto sociale, attraverso la fiducia, la dignità e l’opportunità concreta di ricominciare una nuova vita, sono alcuni degli strumenti che possono motivare le per-sone a non delinquere in futuro.