Su “Il Messaggero” del 26/07/2011 compare un articolo con la notizia di una ispezione della Corte dei Conti sui Fondi che la Provincia di Frosinone ha destinato nel 2009 alle Caritas diocesane della provincia per interventi nei confronti di famiglie povere da attuare tramite i Centri di ascolto. Entrando nel merito bisogna ricostruire i fatti con maggiore esattezza di quanto fatto sul giornale.
1) Il 23 dicembre 2008 il Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, nella sua qualità di Presidente della Caritas diocesana, e il Presidente della Provincia di Frosinone sottoscrivono un protocollo di intesa prevedendo, tra le varie attività, anche “l’impegno congiunto delle due Istituzioni per la promozione dell’impegno verso le persone e le comunità in situazioni di difficoltà attraverso interventi concreti di carattere promozionale e, ove possibile, preventivo;
2) Il 20 febbraio 2009 il Vescovo, in una apposita conferenza stampa, lancia la campagna di Quaresima 2009 per la creazione di un fondo di sostegno alle famiglie in difficoltà per la crisi economica, al quale destinare la colletta in tutte le parrocchie della Diocesi di domenica 29 marzo 2009, chiedendo alle istituzioni e organizzazioni del territorio di dare segni concreti e tangibili del sostegno alle famiglie povere della Ciociaria in un periodo di crisi economica; 3) Nei primi giorni di marzo 2009, in risposta all’appello del Vescovo, l’allora presidente Francesco Scalia e l’allora assessore provinciale Patrizio Cittadini, propongono la destinazione allo scopo indicato dal Vescovo di parte di alcune entrate straordinarie della Provincia, dovute ad operazioni finanziarie; 4) Il 23 aprile 2009 il Presidente pro-tempore della Provincia, Filippo Materiale, sottoscrive l’accordo con i 6 Vescovi delle Diocesi interessate:
Rev.mo Dom Pietro Vittorelli di Montecassino (18 comuni in provincia di Frosinone)
Alcune osservazioni:
1)
Come si può ben notare gli interventi iniziano dopo le elezioni provinciali del 7 e 21 giugno 2009: quindi illazioni di voto di scambio presenti nell’articolo devono considerarsi offensive anche per la natura e la credibilità delle Istituzioni coinvolte e screditano chi le pronuncia, destando anzi preoccupazione che tali persone rivestano responsabilità pubbliche;2) Si cita nell’articolo che “La dazione ad un non meglio identificato ufficio della Caritas – scrivono i magistrati a pagina 52 – appare priva del requisito dell’inerenza ai fini istituzionali della Provincia”. Si precisa che da tutti gli atti citati gli Uffici della Caritas sono chiaramente ed univocamente identificati nelle 6 Caritas diocesane che comprendono comuni della Provincia di Frosinone, le quali usufruivano già di un accordo con
3) Tutta la documentazione di ogni intervento è custodita, secondo gli accordi, negli uffici delle Caritas diocesane ed è a completa disposizione per ogni tipo di indagine e consultazione. Non è stata fatta alcuna elargizione diretta di denaro, ma tutti gli interventi sono stati attuati indirettamente con il pagamento delle bollette delle utenze o con il bonifico o vaglia per le rate di affitto.
4) E’ bene ricordare che nel dicembre 2010
5) Le Caritas diocesane continueranno, con o senza
Caritas Diocesana